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Vertenza Molise, una folla di precari e disoccupati contro Frattura e la classe politica regionale. Da via Genova “Gruppi di lavoro per le diverse crisi aziendali. Si inizia con la Gam”

sciopero sindacatiELISA TOMASSO

Vertenza Molise. Esattorie, 70 licenziati. Gam, 350. Molise Dati, 15. Precari della scuola, 90. Protezione Civile, 130 “lavoratori fuori”. C’è poi lo Zuccherificio, c’è l’Ittierre, c’è la Solagrital. “Servono almeno 2000 nuovi posti di lavoro” tuona dal “pulpito” Tecla Boccardo, segretario regionale della Uil Molise. Il “pulpito” è una piccola scalinata di fronte alla sede di via Genova della Regione. La platea è quella dei lavoratori precari, in cassa integrazione, licenziati, che non arriveranno mai alla pensione di questo passo. È quella dei precari del Molise. Per lo più gente adulta, non più giovane, che da un giorno all’altro, dopo una vita di lavoro e sacrifici, si ritrova in mezzo a una strada. E manifesta, urla, protesta, sventola bandiere, fischia. Con una certa compostezza, tutto sommato.

Oltre 200 persone al presidio di questa mattina organizzato da Cgil, Cisl e Uil per dire basta all’inefficienza della Giunta Frattura. Per rivendicare il loro diritto a vivere dignitosamente. “Se la Regione è datore di lavoro, deve risolvere i problemi che la riguardano direttamente”, le parole di Gianni Notaro, segretario Confederale della Cisl Abruzzo-Molise. “Siamo qui per mettere insieme le disperazioni che ognuno porta con sé, per mettere insieme i tanti silenzi a cui siete costretti”.

50%, è il dato Istat della disoccupazione in Molise. 44% quello nazionale. – 22% in termini di nuove assunzioni per il 2014 rispetto al 2013. Ultimo posto per la provincia di Isernia e 93esimo su 105 alla provincia di Campobasso. Nonostante la recente “benedizione papale” che incoraggiava i sindacati a percorrere la strada della protesta per una maggiore giustizia sociale, finora nulla è cambiato.

Dora, della formazione professionale, resterà in cassa integrazione per tre mesi, “poi si vedrà”. Da 30 anni a lavoro, contratto a tempo indeterminato, “e all’improvviso ti crolla tutto addosso”. Monoreddito, un figlio che studia fuori, separata. Salvatore, anche lui impiegato da una vita presso le mense ospedaliere del Cardarelli, pure è a rischio: “stanno riducendo gradualmente le ore di lavoro e nessuno ci ha avvisati. Ci stanno costringendo a ferie forzate, e quando finiranno? Abbiamo chiesto da tempo un incontro con il direttore sanitario della Asl, ma nulla, tutto tace”.

“Bojano è Gam” interviene Cosimo. “Se viene meno, veniamo meno tutti. E tra poco ci scade anche la cassa integrazione”. Il 4 novembre, per l’esattezza. Ma forse, a tal proposito, una buona notizia c’è. “Stamattina c’è stata la convocazione delle parti sociali per la cassintegrazione in deroga. L’azienda ha finalmente avviato la procedura, merito anche di questa mobilitazione e delle altre che faremo”. A darla, Sandro Del Fattore, segretario regionale Cgil Molise, che resta molto critico su tutte le altre vertenze aperte e sospese, sul nulla di fatto e di “saputo” sulla richiesta annosa dello stato di crisi per il distretto produttivo dell’area di Bojano, Isernia, Venafro. “Cosa stanno facendo? Cosa sta succedendo al ministero per le Attività Produttive? Non sappiamo nulla”.

Vertenza Molise, dicevamo. “Il problema, il motivo principale per cui siamo qui a manifestare è la mancanza di programmazione, di politiche occupazionali a livello regionale”. A parlare, Franco Spina, della Filcams-Cgil. “Il nostro obiettivo è che la questione venga posta a tema seriamente e risolta. Che almeno si cominci. Vogliamo arrivare a un consiglio regionale monotematico che affronti in maniera organica la crisi lavorativa in Molise, che raccolga tutte le vertenze aperte”. Vertenza Molise, appunto. Perché siamo persone in GAMba, fateci tornare a correre” recitava questa mattina uno dei tanti striscioni che hanno colorato il presidio.

Il Governatore Paolo di Laura Frattura, insieme con l’assessore Vittorino Facciolla, in tarda mattinata hanno poi ricevuto una delegazione sindacale e dei lavoratori precari e disoccupati e si è deciso di formare una cabina di regia, per ogni vertenza aperta. Un gruppo di lavoro che dovrà, sostanzialmente, stare accanto alla macchina governativa regionale, per provare a risolvere le vertenze delle varie aziende in crisi o che hanno chiuso i battenti. Si inizia già domani, venerdì 10 ottobre 2014, con un incontro sulla Gam, l’azienda avicola bojanese per la quale potrebbero esserci novità imminenti.

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