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Fermiamo il #TTIP: al via la settimana contro l’accordo Usa-Ue. Anche il Molise si oppone per difendere i propri prodotti di qualità

STOP TTIPMARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Davvero poca l’informazione in merito all’accordo  tra gli Usa e l’Ue che punta a liberalizzare il commercio. Questo significherà svantaggiare l’economia europea e soprattutto la qualità dei prodotti.

Ad opporsi in ogni modo anche il Molise che ‘vive’ sulla qualità dei prodotti, sulla tutela dei marchi di Denominazione di Origine Controllata e sulla genuinità dei cibi, motivo per cui già da tempo in regione viene sollevato il problema dal Movimento Consumatori sezione Campobasso, L’altritalia ambiente e Legautonomie Molise che si oppongono al TTIP soprattutto per una regione come quella nostra che ha come cavallo di battaglia proprio la protezione dei marchi Doc sui prodotti.

Eppure il Trattato Transatlantico per la Liberalizzazione del commercio e degli investimenti è sempre più realtà: lo scorso 28 maggio è stato votato in approvazione il TTIP che, il prossimo 10 giugno, verrà discusso e votato al Parlamento Europeo di Strasburgo in seduta plenaria. Motivo per cui questa sarà la settimana decisiva per le mobilitazioni e le iniziative per dire Stop al TTIP.

Contro l’accordo TTIP è cominciata da ieri, 2 giugno, fino al prossimo 9 giugno la Twitter Storm, ovvero la Tempesta di  tweets: attraverso i cinguettii i parlamentari europei verranno inondati di messaggi contro il Trattato Transatlantico. A questo, oltre alle diverse mobilitazioni di associazioni di categoria, si aggiunge la petizione on line “Stop TTIP”.

Ma cos’è il Trattamento commerciale dell’America e l’Europa e quali svantaggi porta con sé? Ecco i dettagli.

TTIP è l’acronimo di Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti a cui, da oltre un anno, lavorano Usa e Ue per attuare la liberalizzazione del commercio attraverso l’abolizione dei dazi doganali per gli scambi e la conformazione delle normative economiche dei due continenti, puntando a creare una sorta di zona ‘free’ per l’economia. Un accordo che avviene con poca chiarezza verso i cittadini europei: lo scorso anno i capi dei 28 Paesi hanno dato l’ok alla commissione europea per procedere alla trattativa americana senza diffondere notizie in merito.

A quanto pare il TTIP porterebbe solo vantaggi per il Pil in Europa, secondo delle ricerche londinesi: con la liberalizzazione si avrà una crescita di 90 miliardi di euro per gli USA e di 120 miliardi di euro (un +0,5% del Pil) per gli UE. Peccato che non tutti concordano con questi studi: a pagarne le spese sarà solo l’Europa. Abolire i dazi doganali e omologare le normative Usa/Ue nei settori quali sanità, servizi pubblici, energia ed agricoltura porta delle paure evidenti: si teme per l’ambiente e l’agricoltura – in particolar modo italiana – perchè le norme europee bandiscono l’uso di ormoni nell’allevamento, pesticidi, la coltivazione di prodotti OGM e cerca di tutela i marchi DOC che potrebbero essere messe in discussione con il TTIP. L’altro timore è che le aziende private americane e il loro sistema lobbistico possa infiltrarsi nel settore dei servizi pubblici europei, prendendone il sopravvento. In realtà sui 130 incontri tenuti sul tema, a ben 119 hanno preso parte imprese private.

Così mangiare carne con ormoni o prodotti con pesticidi può diventare una realtà non troppo lontana.

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