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Ferrazzano, Festa della (dis-)Unità. Scarabeo parla di “Pd antidemocratico”, Fanelli replica “Pd nuovo e vitale”

L'assessore regionale Massimiliano Scarabeo
L’assessore regionale Massimiliano Scarabeo

MARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Non si è mai andati molto d’accordo nel centrosinistra, questa è una prerogativa storica. Stavolta, però, in Molise la situazione si è infuocata proprio in occasione della tre giorni a Ferrazzano per la Festa dell’Unità, o disunità per restare in tema. I primi malcontenti sono stati telematici: in vista dell’evento piddino che ha promosso come discussione centrale la cultura, sulle pagine locali del social network Facebook si additava al Pd come “da che pulpito” poiché in primis si criticava la gestione della Fondazione Molise Cultura proprio ad opera del Presidente Frattura e tutta la sua Giunta.

Il cuore dello scontro è stato, però, il botta e risposta tra l’assessore regionale Massimiliano Scarabeo ed il segretario regionale del partito, Micaela Fanelli, un braccio di ferro che spacca il Partito Democratico al suo interno.

È duro l’attacco di Scarabeo contro un Pd molisano che definisce “antidemocratico” per ben due episodi. Secondo quanto affermato dall’Assessore piddino, assente al momento dell’assemblea regionale, sarebbero state apportate delle modifiche inaccettabili allo statuto del Pd soprattutto perché la scelta è stata compiuta da una minoranza del partito. A ciò si aggiunge la candidatura alle provinciali del sindaco di Isernia, Luigi Brasiello, una scelta che l’Assessore Scarabeo ritiene “personale” e finalizzata solo a strategie politiche. Conclude così: “Un Partito, rappresentato da persone che non rappresentano le istituzioni, ed evitano il dialogo imponendo atti di forza, un segretario appiattito ancora su un risultato elettorale effimero, in una maggioranza non rappresentativa e assolutamente incapace di dialogare con le diverse anime del Pd”.

Micaela Fanelli
Micaela Fanelli

Non è mancata la replica del segretario del Pd, Micaela Fanelli, che ha dichiarato di non voler dare adito alle polemiche eppure ha contrabattuto tutto punto per punto. All’accusa di aver modificato lo Statuto inter nos senza maggioranza, la Fanelli ha dichiarato: “I numeri dell’Assemblea nella quale abbiamo approvato lo Statuto del Pd, ovviamente ci sono tutti: è stato votato a maggioranza assoluta come previsto dalle norme. Ringrazio i due componenti di minoranza che hanno votato con noi”.

In più sulla candidatura di Brasiello ha giustificato così la posizione del Pd: “A Isernia candidiamo Luigi Brasiello e una lista di amministratori validissimi. Molti sono iscritti o rivolgono lo sguardo al Pd e al centrosinistra in generale, altri sono di provenienza civica, con la voglia di far bene per una provincia in difficoltà. Tutto il processo è stato discusso e gestito dal basso e ottimamente dagli stessi amministratori e dal Partito Democratico. E tutto è stato condiviso nell’assemblea provinciale del partito. Se qualcuno non condivide, capita. In un partito al 41% una voce di dissenso è fisiologica. La quasi unanimità – tutti i punti di vista fuori e dentro il Pd – hanno trovato un’intesa. E ottima. Questo è il dato di fatto. Le opinioni personali sono altra cosa”.

Alla vista di un “Pd antidemocratico” per Scarabeo, la Fanelli oppone un “Pd nuovo e vitale” in soli 6 mesi, un risultato di successo.

Son questi i primi sintomi di implosioni del Pd? Ai posteri l’ardua sentenza.

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