Politica

Il WWF lancia un appello in favore dell’ambiente e i 135 candidati italiani alle elezioni Europee lo appoggiano

wwfMASSIMO DALLA TORRE

”Creare una nuova Europa per il Pianeta”: questo è lo slogan lanciato dal WWF cui hanno aderito 135 candidati italiani di tutte le liste e partiti più importanti che sono scesi in campo per le elezioni  Europee del prossimo 25 maggio.

135 persone convinte che il riscatto e il rilancio dell’Europa deve passare necessariamente sul terreno delle sfide ambientali e dello sviluppo sostenibile. In questo modo gli aspiranti allo scranno a Strasburgo hanno deciso di ricordare a tutti, principalmente a loro stessi, che nella nuova legislatura il Parlamento europeo deve affrontare e risolvere problemi legati al cambiamento climatico, soprattutto attuando un’economia efficiente nell’impiego delle risorse, fermando la perdita di biodiversità, incoraggiando consumi più sani, equi e sostenibili, assicurando acque pulite e salubri, salvaguardando l’ambiente in modo da garantire il benessere umano in tutto il mondo, bloccando il commercio illegale di legname e fauna selvatica; garantendo un’agricoltura sostenibile e ripristinando gli stock ittici.

A sottoscrivere l’appello dell’organizzazione ambientalista che, nel mondo annovera migliaia d’iscritti, 38 candidati del movimento di Beppe Grillo, 33 dei Verdi-Green Italia, 32 della Lista Tsipras, 23 del Pd, 4 di Scelta Europea, 3 di Forza Italia, 1 dello Ncd e 1 di FdI, con un equilibrio tra le forze suddiviso in 59 donne e 76 uomini. Andando a guardare la dislocazione geografica trentasei sono i candidati a pari merito nei collegi Nord Ovest e Centro, seguiti da ventinove del Nord Est e Sud mentre cinque nelle isole maggiori, con percentuali che mostrano che le rappresentanti del gentil sesso che hanno sottoscritto l’appello sono il 62% nel Nord Est, 48% al Sud, e 36% al Centro.

Numeri che depongono certamente a favore nei confronti di chi è pronto a battersi per le sorti del pianeta sempre più vilipeso, sempre più di sfrattato in nome del dio “denaro” che corrode anche i gangli più saldi del sistema. Il quale, se non si attuerà una politica decisa e globale, specialmente a favore dell’ambiente e, a tutto quello a esso connesso, rischia decimante di inabissarsi senza la possibilità di potersi salvarsi.

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