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Il Millennio Normanno: Bojano e il ritorno della storia. Dal 18 al 21 giugno a Civita i costumi del Medioevo

Ci sono luoghi in cui la storia non appartiene al passato. Luoghi in cui il tempo continua a sedimentarsi tra le pietre, nei silenzi delle montagne, nelle memorie tramandate da generazioni che, pur cambiando volto, custodiscono intatta l’anima di una comunità. Bojano è uno di questi luoghi. Nel cuore del Matese, dove il profilo severo delle vette veglia da secoli sulla piana sottostante, la storia si prepara ancora una volta a tornare protagonista. Non come semplice ricordo, né come sterile esercizio di memoria, ma come presenza viva, pulsante, capace di parlare al presente e di indicare una direzione per il futuro. A mille anni da quegli eventi che mutarono il destino di queste terre, la città si appresta a celebrare il Millennio Normanno, rendendo omaggio alla figura di Rodolfo De Moulins, il condottiero che, nel bene e nel male, nel sangue delle conquiste e nella forza delle trasformazioni, pose le fondamenta di quella realtà territoriale destinata nei secoli a prendere il nome di Molise.

Una ricorrenza che assume il valore di un autentico evento storico e culturale, promossa dall’Associazione Culturale e delle Rievocazioni Storiche insieme alla Regione Molise, alla Presidenza della Giunta Regionale, all’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo e al Comune di Bojano, in un’azione condivisa che testimonia quanto la valorizzazione delle radici rappresenti oggi uno degli strumenti più efficaci per costruire identità, sviluppo e futuro. Particolarmente significativo appare il riconoscimento ufficiale accordato dal Consiglio Regionale del Molise, guidato dal presidente Quintino Pallante, che ha voluto sancire il valore istituzionale di un percorso destinato a restituire centralità a una pagina fondamentale della vicenda molisana.

Perché il Millennio Normanno non racconta soltanto un uomo. Racconta un’origine. Racconta il momento in cui una terra di confine iniziò lentamente a riconoscersi come comunità storica. Racconta il passaggio tra mondi diversi, l’incontro tra culture, il sorgere di nuove forme di organizzazione sociale e territoriale. Racconta, in definitiva, la nascita di una coscienza collettiva che ancora oggi sopravvive nei nomi dei luoghi, nelle tradizioni e nella memoria popolare.

E non è un caso che tutto abbia origine, ancora una volta, dalla scuola. Da decenni Bojano affida ai giovani il compito più nobile: quello di custodire il passato per consegnarlo al futuro. È da questa straordinaria intuizione educativa che nasce il progetto che ha coinvolto l’Istituto Omnicomprensivo “Amatuzio-Pallotta”, erede di una lunga tradizione culturale, chiamando gli studenti a confrontarsi con le proprie radici attraverso ricerche, elaborati, produzioni audiovisive e percorsi di approfondimento dedicati alla genesi del Molise.

Un lavoro paziente e rigoroso che troverà il suo primo momento celebrativo il prossimo 18 giugno, alle ore 18.30, nel nuovo Auditorium cittadino ospitato all’interno del complesso scolastico di via Barcellona. Sarà un appuntamento dal forte valore simbolico. Non soltanto una premiazione degli studenti che hanno partecipato al progetto, ma una vera e propria apertura ufficiale delle celebrazioni. Storici, docenti, amministratori, rappresentanti delle istituzioni e cittadini saranno chiamati a condividere una riflessione collettiva sul significato profondo di questo anniversario che vede la Normandia stessa protagonista di un più ampio programma internazionale dedicato alla memoria normanna. Da quel momento la città inizierà a trasformarsi.

Il 20 giugno a partire dalle ore 19,00 le vie di Bojano torneranno a riecheggiare dei suoni del Medioevo. Tamburi, chiarine e vessilli accompagneranno un grande corteo storico che attraverserà il tessuto urbano restituendo vita e colore a un’epoca lontana. Musici, sbandieratori, armigeri, nobildonne, giullari e figuranti provenienti dai borghi storici daranno forma a un racconto in movimento, capace di fondere ricerca storica e suggestione scenica.

Sarà come assistere all’apertura di un antico manoscritto. Ogni passo del corteo evocherà frammenti di un tempo che sembrava perduto e che invece continua a vivere nelle coscienze di chi riconosce nella memoria una ricchezza irrinunciabile.

Ma sarà il 21 giugno che il sogno raggiungerà il suo culmine.

A Civita Superiore, sentinella di pietra sospesa tra cielo e valle, la storia tornerà letteralmente ad abitare i luoghi che la videro protagonista. Le antiche mura del borgo medievale accoglieranno visitatori e appassionati in un viaggio immersivo lungo dieci secoli.

Dalle prime luci dell’alba, falconieri e cavalieri, artigiani e mercanti, locande e accampamenti, sputafuoco e giullari, mestieri antichi e sapori dimenticati restituiranno vita a un universo che sembrava appartenere soltanto alle cronache e alle leggende. Al centro di tutto, a partire dalle ore 20,00, la rinnovata rievocazione storica dedicata a Rodolfo De Moulins, completamente ripensata nei contenuti e nella narrazione, capace di offrire una lettura più profonda e coinvolgente degli eventi che segnarono la nascita del Molise normanno. Quando le trombe risuoneranno tra le mura della Civita e le porte simboliche del Molise torneranno ad aprirsi, non sarà soltanto una rappresentazione.

Sarà un dialogo tra passato e presente. Sarà la dimostrazione che la storia non vive soltanto nei libri, ma continua a respirare attraverso le comunità che scelgono di riconoscersi nelle proprie origini. In un tempo dominato dalla velocità e dall’oblio, Bojano compie un gesto controcorrente. Rallenta. Ricorda. Racconta.  E proprio in questo gesto risiede la forza straordinaria del Millennio Normanno. Perché la memoria, quando diventa patrimonio condiviso, smette di essere nostalgia e si trasforma in futuro. Così, mille anni dopo, il nome di Rodolfo De Moulins torna ad attraversare queste terre. Non come un’ombra proveniente dai secoli, ma come una presenza simbolica che invita un popolo a guardarsi dentro, a riscoprire le proprie radici e a immaginare nuovi orizzonti. Bojano non celebra soltanto una ricorrenza. Celebra sé stessa. Celebra la propria storia. Celebra il Molise. E lo fa nel modo più autentico possibile: restituendo vita alla memoria e trasformando il passato in speranza.

Redazione

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