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La rettifica di Ruta sul voto in Senato: “Ho votato a favore della cessazione dei vitalizi per i condannati”

Il senatore Roberto Ruta
Il senatore Roberto Ruta

Il senatore del Partito Democratico, Roberto Ruta, dopo aver letto l’articolo pubblicato ieri, giovedì 25 settembre 2014, dalla nostra testata ‘Il Molise della Casta. Il senatore Roberto Ruta (Pd) vota contro il taglio dei vitalizi e le indennità ai politici arrestati e condannati e non è il solo…’, ha inviato in redazione una rettifica.

“Com’è verificabile dal Resoconto stenografico della seduta del Senato n. 317 del 24/09/2014 (consultabile sul sito www.senato.it) – scrive il senatore molisano –, con l’approvazione del bilancio interno del Senato per l’anno finanziario 2014 è stato accolto dai questori e solo per questo non messo in votazione, l’Ordine del Giorno G1 (testo 2) a firma dei capigruppo di maggioranza (Zanda, Romani Paolo, Sacconi, Zeller, Romano e Susta) che impegna il Collegio dei Questori e il Consiglio di Presidenza “a concludere nel minor tempo possibile l’esame della proposta – che il Consiglio di Presidenza ha avviato lo scorso 25 luglio – concernente la cessazione dell’erogazione dell’assegno vitalizio ai senatori cessati dal mandato che hanno riportato condanne definitive per reati di particolare gravità”. Con questo Ordine del Giorno il Senato ha votato a favore del taglio dei vitalizi ai senatori condannati in via definitiva. Questa è la decisione assunta dal Pd in gruppo e condivisa dalla maggioranza che sostiene il governo. Abbiamo respinto come Pd e come maggioranza il successivo ordine del giorno proposto dal M5S che impegnava, per le rispettive competenze, il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori a prevedere la sospensione dell’erogazione dell’assegno vitalizio al Senatore cessato dalla carica, sottoposto ad un regime di custodia cautelare, cioè in carcere senza ancora un processo, senza sapere se innocente o colpevole.

Per queste ragioni, il titolo con a fianco  la mia immagine – prosegue Ruta –, che recita altrettanto testualmente mi attribuisce una scelta che non ho fatto in quanto semplicemente non ho votato contro il taglio dei vitalizi e non ho votato contro il taglio dei vitalizi e delle indennità ai politici arrestati e condannati. Invece ho votato a favore del taglio dell’assegno vitalizio ai senatori che hanno riportato condanne definitive; ho votato contro la sospensione (non il taglio) dell’assegno vitalizio ai senatori cessati dalla carica e sottoposti a misure cautelari,  senza quindi una sentenza di condanna o di assoluzione. Per ulteriore precisione rilevo che a  seguire nell’articolo viene riportato testualmente  ‘basta ai vitalizi di cui beneficiano senatori e deputati condannati per reati come corruzione, truffa con soldi pubblici e frodi fiscali. Insomma per eliminare i vitalizi basta una semplice modifica al Regolamento del Senato e della Camera, ovviamente una modifica votata in maggioranza cosa che, invece ieri – 24 settembre 2014 – non è avvenuta’: circostanza non corrispondente al vero, perché abbiamo votato esattamente per il taglio dei vitalizi ai condannati.

Per quanto riportato ancora, quasi a conclusione dell’articolo, testualmente: ‘mentre non è stato proprio messo ai voti l’ordine del giorno che impegnava il Governo a revocare il vitalizio di senatori condannati. Insomma una votazione che fa quadrato intorno alla Casta’, ribadisco che non è stato messo ai voti in quanto accolto l’ordine del giorno G1 (testo 2) dai Questori del Senato che prevede il taglio dei vitalizi per i condannati e quindi parte integrante del deliberato del bilancio del Senato.

In sintesi – ha concluso Ruta – ho votato a favore dell’ordine del giorno che impegna i Questori a provvedere alla cessazione dell’erogazione dell’assegno vitalizio ai senatori che hanno riportato condanne definitive e contro quello che impegna i Questori a provvedere alla sospensione, e non al taglio, dell’erogazione dell’assegno vitalizio al Senatore cessato dalla carica, sottoposto ad un regime di custodia cautelare, cioè in carcere senza ancora un processo, senza sapere se innocente o colpevole”.

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Il senatore del Partito Democratico, Roberto Ruta, dopo aver letto l’articolo pubblicato ieri, giovedì 25 settembre 2014, dalla nostra testata ‘Il Molise della Casta. Il senatore Roberto Ruta (Pd) vota contro il taglio dei vitalizi e le indennità ai politici arrestati e condannati e non è il solo…’, ha inviato in redazione una rettifica.

“Com’è verificabile dal Resoconto stenografico della seduta del Senato n. 317 del 24/09/2014 (consultabile sul sito www.senato.it) – scrive il senatore molisano –, con l’approvazione del bilancio interno del Senato per l’anno finanziario 2014 è stato accolto dai questori e solo per questo non messo in votazione, l’Ordine del Giorno G1 (testo 2) a firma dei capigruppo di maggioranza (Zanda, Romani Paolo, Sacconi, Zeller, Romano e Susta) che impegna il Collegio dei Questori e il Consiglio di Presidenza “a concludere nel minor tempo possibile l’esame della proposta – che il Consiglio di Presidenza ha avviato lo scorso 25 luglio – concernente la cessazione dell’erogazione dell’assegno vitalizio ai senatori cessati dal mandato che hanno riportato condanne definitive per reati di particolare gravità”. Con questo Ordine del Giorno il Senato ha votato a favore del taglio dei vitalizi ai senatori condannati in via definitiva. Questa è la decisione assunta dal Pd in gruppo e condivisa dalla maggioranza che sostiene il governo. Abbiamo respinto come Pd e come maggioranza il successivo ordine del giorno proposto dal M5S che impegnava, per le rispettive competenze, il Consiglio di Presidenza e il Collegio dei Questori a prevedere la sospensione dell’erogazione dell’assegno vitalizio al Senatore cessato dalla carica, sottoposto ad un regime di custodia cautelare, cioè in carcere senza ancora un processo, senza sapere se innocente o colpevole.

Per queste ragioni, il titolo con a fianco  la mia immagine – prosegue Ruta –, che recita altrettanto testualmente mi attribuisce una scelta che non ho fatto in quanto semplicemente non ho votato contro il taglio dei vitalizi e non ho votato contro il taglio dei vitalizi e delle indennità ai politici arrestati e condannati. Invece ho votato a favore del taglio dell’assegno vitalizio ai senatori che hanno riportato condanne definitive; ho votato contro la sospensione (non il taglio) dell’assegno vitalizio ai senatori cessati dalla carica e sottoposti a misure cautelari,  senza quindi una sentenza di condanna o di assoluzione. Per ulteriore precisione rilevo che a  seguire nell’articolo viene riportato testualmente  ‘basta ai vitalizi di cui beneficiano senatori e deputati condannati per reati come corruzione, truffa con soldi pubblici e frodi fiscali. Insomma per eliminare i vitalizi basta una semplice modifica al Regolamento del Senato e della Camera, ovviamente una modifica votata in maggioranza cosa che, invece ieri – 24 settembre 2014 – non è avvenuta’: circostanza non corrispondente al vero, perché abbiamo votato esattamente per il taglio dei vitalizi ai condannati.

Per quanto riportato ancora, quasi a conclusione dell’articolo, testualmente: ‘mentre non è stato proprio messo ai voti l’ordine del giorno che impegnava il Governo a revocare il vitalizio di senatori condannati. Insomma una votazione che fa quadrato intorno alla Casta’, ribadisco che non è stato messo ai voti in quanto accolto l’ordine del giorno G1 (testo 2) dai Questori del Senato che prevede il taglio dei vitalizi per i condannati e quindi parte integrante del deliberato del bilancio del Senato.

In sintesi – ha concluso Ruta – ho votato a favore dell’ordine del giorno che impegna i Questori a provvedere alla cessazione dell’erogazione dell’assegno vitalizio ai senatori che hanno riportato condanne definitive e contro quello che impegna i Questori a provvedere alla sospensione, e non al taglio, dell’erogazione dell’assegno vitalizio al Senatore cessato dalla carica, sottoposto ad un regime di custodia cautelare, cioè in carcere senza ancora un processo, senza sapere se innocente o colpevole”.

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