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L’intervento di Massimo Romano – L’ex consigliere regionale risponde a Tonino Di Pietro sulle biomasse, ripercorrendone la storia

romano - biomasse
Massimo Romano questa mattina, mercoledì 1° ottobre, al presidio di Campochiaro

MASSIMO ROMANO

Antonio Di Pietro è intervenuto sul tema biomasse assolvendo Frattura e, anzi, congratulandosi con lui per aver “risolto il suo conflitto d’interessi”. Forse bisogna fornirgli qualche dato che dimostra di ignorare, e che in qualità di ex pm dovrebbe conoscere.

La centrale a biomasse di Campochiaro nasce dall’iniziativa imprenditoriale della Gap consulting, società di due intraprendenti signore: Gilda Antonelli e Mariolga Mogavero. La prima, compagna di Frattura; la seconda, storica collaboratrice del governatore, sin dalla Camera di Commercio, nonché firmataria del ricorso elettorale del 2011, e attualmente nominata dalla Giunta Frattura dirigente esterno della regione (ne avevamo pochi, di dirigenti regionali…) oltre che capo di gabinetto e segretario generale della giunta regionale.

La Gap cede il progetto alla Civitas, i cui titolari sono l’ingegnere Di Domenico, marito della Mogavero, e un certo architetto Paolo di Laura Frattura, compagno della Antonelli, che poi cederà le sue quote “a titolo gratuito” a Di Domenico (da qui, l’epiteto di Paolo Il Benefattore). La regione – governo Iorio – rilascia l’autorizzazione, ma interviene una sentenza del Tar Molise che, su ricorso di imprenditori del lattiero caseario e associazioni di cittadini, annulla l’autorizzazione perché illegittima.

Frattura diventa Presidente della Regione e nomina la Mogavero nel ruolo strategico di capo di gabinetto della Presidenza della Giunta. Al servizio energia, Frattura nomina l’ing. Tamburro, segretario politico di Rialzati Molise (lista che lo ha sostenuto alle regionali, diretta emanazione di Patriciello), che nel giugno 2014 autorizza di nuovo le centrali nel Matese, nonostante la contrarietà della Provincia, dei Comuni, di migliaia di cittadini e del Consiglio Regionale, che a maggio ha approvato all’unanimità una mozione volta a dare mandato a Frattura di sospendere le predette autorizzazioni per verificarne la compatibilità con il piano di zonizzazione della qualità dell’aria (ma non risulta che Frattura abbia verificato alcunché).

Nel frattempo, le quote della Civitas vengono cedute alla C&T (che oggi ne è titolare per il 99,5%), societa’ in affari proprio con Frattura nella Biocom di Termoli, beneficiaria di 265mila euro di finanziamenti regionali (mai restituiti) per investimenti energetici mai realizzati, per i quali Frattura sarebbe iscritto nel registro degli indagati della Procura di Campobasso. Nel rispondere a un’interrogazione in Consiglio Regionale sull’affaire, Frattura rivela che per la Biocom la C&T ha anticipato circa 2,5 Milioni di euro di investimenti, a fronte di una quota di partecipazione del 20% (poche migliaia di euro).

Ora si scopre che la Civitas di Campochiaro, titolare dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione (dirigente Tamburro, Presidente Frattura), sarebbe stata venduta (lo rivela proprio Di Domenico, accompagnandosi con il presunto acquirente in giro nei Comuni e al nucleo Industriale), così monetizzandone gli introiti (a che prezzo? forse per “pagare” il credito corrispondente a quanto anticipato dalla C&T nei confronti della Biocom di Frattura?).

La Regione deve eseguire il mandato espresso dal Consiglio regionale all’unanimità per ben due volte: a maggio, prima delle autorizzazioni, e a settembre. Occorre una misura cautelare urgente, ferme restando tutte le garanzie procedimentali.

È proprio sicuro, on. Di Pietro, che Frattura abbia risolto il suo conflitto d’interessi?

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