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Il referendum anti-trivelle non è valido: in Molise ha votato il 32,75% degli aventi diritto. Campobasso risponde col 38%, a Termoli si reca alle urne il 42% del corpo elettorale

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Il referendum abrogativo “anti-trivelle”, entro le dodici miglia marine, non è valido. Non è stato, infatti, raggiunto il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto. A livello nazionale, l’affluenza è stata del 32,15%, il Molise a recarsi alle urne è stato il 32,75%.

Il governo, dunque, potrà continuare a rilasciare le concessioni per trivellare i fondali per l’estrazione di gas e petrolio entro le dodici miglia dalla costa.

A Campobasso la percentuale dei votanti è stata del 38%, a Termoli si è registrato un ottimo 42,45% con 11.502 cittadini che hanno espresso la propria preferenza.

Pochi i votanti a Trivento, Torella del Sannio e Cercemaggiore, dove si è recato alle urne il 20% degli aventi diritto. A Cercemaggiore record negativo col 12,31%.

Si è votato dalle 7 di questa mattina fino alle 23 di domenica 17 aprile. Gli italiani erano chiamati a pronunciarsi per il primo ottenuto dalle Regioni.

Il primo commento, poco prima di mezzanotte, è stato del consigliere comunale di Campobasso, il piddino Pino Libertucci, per il quale: “La battaglia di sul referendum valeva la pena di essere combattuta, anche se il risultato era scontato. Da oggi tutti hanno la consapevolezza che il futuro è delle energie rinnovabile, nella edilizia sostenibile, nella mobilità elettrica. Giovedì, Renzi firmerà insieme ai leader mondiali  un patto che va in questa direzione.  Da domani le coscienze saranno più mature e sono certo si andrà verso un futuro migliore”.

Nove per l’esattezza dopo il dietro front del vicino Abruzzo.  Tra i Consigli regionali che lo hanno proposto anche quello del Molise, unitamente a Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria e Campania.

Alle 19  la media degli aventi diritto che ha espresso la propria preferenza è stata del 23,47 per cento.

Alla stessa ora a Campobasso ha votato il 26,67 per cento.

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Marco Maio, il sindaco di Baranello appena uscito dalla cabina elettorale

Il quesito al quale i cittadini sono stati chiamati a rispondere era: “Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, ‘Norme in materia ambientale’, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 ‘Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)’, limitatamente alle seguenti parole: ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’?”.

f.a

Redazione

CBlive

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